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Viaggio nel teatro
con: Adriano Baccaglini, Antonia Bertagnon, Chiara Elisa Rossini, Diana Ferrantini, Alessio Papa, Alessandro Gasperotto, Fiorella Tommasini, Mario Previato, Katia Raguso
costumi: Genny
collaborazione drammaturgica: Roberto Domeneghetti e Mariangela Dosi
musiche e regìa: Massimo Munaro
in fondo il migliore modo di viaggiare è sentire
sentire tutto in tutti i modi
Da alcuni anni il nostro gruppo ha intrapreso una inedita ricerca teatrale che si caratterizza per il coinvolgimento drammaturgico e sensoriale degli spettatori.
Questa indagine da una parte si pone come riflessione sullo stesso statuto di teatralità, la cui origine di evento sacrale, che ne fonda la necessità, ricolloca al centro la possibile ridefinizione della relazione attori-spettatori. Questa ricerca d'altra parte si pone, contemporaneamente, anche come indagine sui profondi movimenti archetipici che le figure mitiche, sempre oggetto dei nostri ultimi lavori, inevitabilmente suscitano in coloro che le frequentano. Da questo punto di vista ogni nostro lavoro teatrale propone per attori e spettatori la possibilità di un incontro profondo e radicale con alcune, esemplari, figure mitiche.
Il coinvolgimento sensoriale è lo strumento principale della nostra ricerca. I sensi/il senso del corpo. Corpo non più inteso come protesi di un'intelligenza che dovrebbe guidarlo, ma nella sua pienezza animistica, in quella nudità sorprendente che conduce alla nudità di sé e, forse, alla verità dell'incontro con altre anime e corpi.
Il teatro torna e si impone così come il luogo dell'incontro, della relazione, e si propone nella sua necessità di evento, di esperienza che prima che cognitiva resta propriamente esistenziale ed organica.
In particolare, dopo EDIPO, DIONISO e AMORE E PSICHE, il lavoro su ODISSEO si propone come ultima tappa di un progetto che si configura propriamente come una tetralogia sul mito e sullo spettatore.
In questo spettacolo la relazione diretta attori e spettatori è portata, dopo che i lavori precedenti presupponevano la partecipazione di un numero ristretto di spettatori, ad una partecipazione più vasta che rimanda contemporaneamente anche ad una identità, quella di Odisseo che, così come quella dello spettatore teatrale, non può che darsi come molteplice e multiforme.
Il viaggio di ODISSEO è un viaggio circolare che presuppone una partenza ed un ritorno: da Itaca a Itaca. Questo viaggio possiede di fatto, piuttosto che uno svolgimento lineare, un andamento sincronico: tutto accade sempre contemporaneamente. Metafora di un teatro che può essere non solo subìto ma anche attraversato compiutamente e a cui tornare diversi eppure uguali.
Massimo Munaro
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