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Rassegna 2008 - 2009 OPERA PRIMA quest’anno si trasforma. Da singolo evento di quattro giorni realizzato in giugno, il Festival si trasforma in una Rassegna autunnale in rete fra il Teatro Studio di Rovigo, da quest’anno direttamente gestito dal Lemming, e il Teatro Cotogni di Castelmassa, riaperto e restituito alla comunità dell’alto Polesine dopo vent’anni di chiusura.
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viaggio per mare di notte
INFERNO PURGATORIO PARADISO
Rovigo, Teatro Studio - dal 16 al 21 dicembre
Teatro del Lemming
con Fiorella Tommasini, Diana Ferrantini, Chiara Elisa Rossini, Mario Previato, Alessio Papa, Massimo Munaro
musiche e regia Massimo Munaro
a Roberto Domeneghetti
Il lavoro conclude la ricerca del Teatro del Lemming, durata quattro anni, sulla Divina Commedia. La drammaturgia è diretta alla sintesi, nel tentativo, al di là della lettera e della struttura del testo, di restituire, con un gesto estremo e purificato, la complessità di un percorso che abbraccia una riflessione sulla condizione psicologica, politica e morale dell’uomo e del mondo in cui vive. Il viaggio di Dante è infatti un viaggio nell’al di là del mondo e insieme è un viaggio alla ricerca del senso ultimo del nostro esserci nel mondo. Dante attraversa la sua anima individuale nello specchio dell’anima universale del mondo e incontra l’anima universale nel riflesso della sua propria anima.
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Rovigo, Teatro Studio - 21 e 22 novembre
Teatro del Lemming
Con: Chiara Elisa Rossini, Fiorella Tommasini, Diana Ferrantini, Alessio Papa
Drammaturgia,musiche e regia: Massimo Munaro
Lo spettacolo è liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Michael Ende. La storia di MOMO è quella di una bambina che, con la forza dell’innocenza e dell’immaginazione, si ribella ai ritmi di vita e alla freddezza della società moderna. Quest’avventura, seppur piena di pericoli, permetterà alla bambina di incontrare figure importanti e di scoprire i segreti del Tempo. Con questo romanzo Michael Ende difende i valori dell’infanzia e rivela l’inconsapevole saggezza dei bambini. Per la piccola Momo, infatti, la fantasia, il saper ascoltare, il saper dare attenzione alle piccole cose, il prendersi cura, diventano armi vincenti contro la frenesia e il consumismo della società “dei grandi”.
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Rovigo, Teatro Studio - 28 novembre
Castelmassa, Teatro Cotogni - 29 novembre
ETXEA
Di e con Frédéric Etcheverry e Gloria Aras
La ricerca artistica di Frédéric Etcheverry & Gloria Aras evolve verso un forma di espressione personale che essi non vogliono più definire evocando il teatro,la danza, il mimo o l’acrobazia, preferiscono parlare di presenza, semplicità, contatto ed interazione. La loro espressione si nutre di visioni, di simboli, di sensazioni e di interrogazioni che si augurano di condividere con il pubblico. “Viviamo in una società che si disumanizza sempre di più. Siamo tutti i giorni testimoni impotenti di una miseria umana sempre più grande. Questa mancanza di umanità, di contatto, di condivisione e questo sentimento di ingiustizia ci interrogano da molto tempo sulla nostra propria umanità. Al di là di rendere omaggi a coloro che sono caduti, avvertiamo profondamente la vertigine interiore della nostra propria caduta. Invertigo!”.
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Rovigo, Teatro Studio - 4, 5, 6 e 7 ottobre
Castelmassa, Teatro Cotogni - 15 novembre
TEATRO DEL LEMMING
con Fiorella Tommasini, Chiara Elisa Rossini, Diana Ferrantini, Katia Raguso, Boris Ventura, Alessio Papa, Silvia Cova, Ruth Giovanna Pegoraro, Massimo Munaro
musica e regia Massimo Munaro
Con la nostra precedente Tetralogia dello spettatore abbiamo cercato di investigare la condizione dello spettatore/cittadino (al singolare), oggi ci interessa allargare lo sguardo alla comunità, cioè alla natura e alla condizione del nostro vivere sociale. Dopo NEKYIA (parallela al dittico IL ROVESCIO E IL DIRITTO) questo nuovo progetto rappresenta un ulteriore passo in questa direzione. Il progetto produttivo prevede la realizzazione di una serie nutrita di laboratori in varie parti d’Italia e la realizzazione, contestuale, di una serie di Studi successivi, in attesa del debutto dell’Opera che avverrà alla Biennale Teatro di Venezia nel febbraio 2009.
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una favola per due spettatori
Rovigo, Teatro Studio - dal 21 al 24 e dal 28 al 31 ottobre
Teatro del Lemming
con Diana Ferrantini, Fiorella Tommasini, Alessio Papa e Chiara Elisa Rossini
musica e regìa Massimo Munaro
In AMORE E PSICHE la seduzione è agita per amore e conduce alla congiunzione tra anima e corpo, dell’io con l’altro, di attore e spettatore. Dalla dualità si giunge così alla condivisione, alla fusione-con l’altro. Le vicissitudini di Psiche sono terribili e a volte paiono poterla devastare completamente: ma non sono che il cammino necessario alla sua unione finale con Amore. Al termine del loro peregrinare a tratti pauroso e doloroso, i due spettatori si riuniranno agli attori e insieme si rincontreranno fra loro. L’unione sul piano simbolico prevede così una sorta di moltiplicazione di piani: riunione dello spettatore con se stesso, con l’attore, con l’altro spettatore, con lo spazio e il mondo che li ospita.
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Rovigo, Teatro Studio - 5 dicembre
di e con Gaetano Ventriglia
luci Thomas Romeo
una produzione: malasemenza - Armunia - Rialto Santambrogio
in collaborazione con: Teatrofficina Refugio
organizzazione Sandra Messina
Il mio teatro non è un gioco intellettuale, tento di dar vita viva a personaggi veri. Non c’è uno svuotamento di senso. C’è già bastante svuotamento nel mondo. Il mio teatro oggi si interroga sull’ Otello, e lo mette in rapporto con la condizione esistenziale dell’oggi e del sempre. Non c’è l’oggi senza il sempre: ogni testo se ne occupa, l’attore deve avere talento. Se l’attore ha talento, rifiuta una rivisitazione, un asservimento del testo alla propria mediocrità umana e attoriale. L’attore deve provare a visitare un testo, entrare e tentare di capire cosa sta succedendo, cosa davvero muove quei personaggi. L’attore deve tentare l’ onestà.
Gaetano Ventriglia
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Rovigo, Teatro Studio - 23 gennaio
produzione Babilonia Teatri e Operaestate Festival Veneto
di e con Valeria Raimondi ed Enrico Castellani
cura Valeria Raimondi
parole Enrico Castellani
musiche a cura di Francesco Speri
scene Gianni Volpe
costumi Franca Piccoli
luci e audio Nicola Fasoli, Giovanni Marocco, Marco Spagnoli e Luca Scotton
foto di scena Anna Marocco
Il Nord Est italiano ritratto come fabbrica di pregiudizi, volgarità e ipocrisia; straordinario produttore di luoghi comuni sciorinati come litanie, e di modelli famigliari ispirati al presepe ma pervasi da idoli mediatici, intolleranza, fanatismo. made in italy non racconta una storia. Affronta in modo ironico, caustico e dissacrante le contraddizioni del nostro tempo. Lo spettacolo fotografa, condensa e fagocita quello che ci circonda: i continui messaggi che ci arrivano, il bisogno di catalogare, sistemare, ordinare tutto.
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Elogio funebre del manicomio elettrico
Rovigo, Teatro Studio - 4 novembre
Castelmassa, Teatro Cotogni - 5 novembre
uno spettacolo sull’istituzione manicomiale
di e con Ascanio Celestini
Raccolgo memorie di chi ha conosciuto il manicomio un po’ come facevano i geografi del passato. Questi antichi scienziati chiedevano ai marinai di raccontargli com’era fatta un’isola, chiedevano a un commerciante di spezie o di tappeti com’era una strada verso l’Oriente o attraverso l’Africa. Dai racconti che ascoltavano cercavano di disegnare delle carte geografiche. Ne venivano fuori carte che spesso erano inesatte, ma erano anche piene dello sguardo di chi i luoghi li aveva conosciuti attraversandoli. Così io ascolto le storie di chi ha viaggiato attraverso il manicomio non per costruire una storia oggettiva, ma per restituire la freschezza del racconto e l’imprecisione dello sguardo soggettivo, la meraviglia dell’immaginazione e la concretezza delle paure che accompagnano un viaggio.
Ascanio Celestini
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Rovigo, Teatro Studio - 17 e 18 ottobre
di HAROLD PINTER
traduzione di Alessandra Serra
regia di Salvatore Tramacere
con Angela De Gaetano, Maria Rosaria Ponzetta, Fabrizio Pugliese, Fabrizio Saccomanno
scene, luci e suono di Lucio Diana e Salvatore Tramacere
realizzazione scene di Mario Daniele e Angelo Piccinni
tecnici Mario Daniele, Angelo Piccinni e Fabio Tinella
Il Calapranzi, scritto da A. Pinter nel 1957, fa parte della prima stagione drammaturgica dell'autore, dove quasi tutte le opere sono metafora del meccanismo della violenza: violenza sotterranea, quasi impalpabile, ma che manifesta con scatti improvvisi tutta la sua furia oppressiva. Le attese, la noia, le sequele interrogative si fanno movimento, corpo che danza in un vortice da musical noir. A cinquant'anni dalla sua stesura, il Calapranzi continua a porre interrogazioni senza tempo, interrogazioni che risuonano tra le mura di un sottosuolo.
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Rovigo, Teatro Studio - 12 dicembre
Castelmassa, Teatro Cotogni - 14 dicembre
di roberto latini e gianluca misiti
con: roberto latini
musiche originali: gianluca misiti
luci e direzione tecnica: max mugnai
produzione: FORTEBRACCIO TEATRO in collaborazione con IL GRUPPO LIBERO TEATRO SAN MARTINO
IAGO è una riscrittura dell'Otello di Shakespeare. Lo spettacolo conclude il percorso RADIOVISIONI, tornando su alcune tappe della nostra ricerca sull'amplificazione.
Un lavoro sulla parola, nel confine tra il senso e il suono, con Shakespeare come pretesto. Un approfondimento dell'architettura della tragedia del Moro di Venezia, per evidenziarne gli snodi fondamentali. IAGO è la riproposizione, in rinnovata veste sonora, di un precedente JAGO, distante circa dieci anni. Dal ragno che tesseva la tela per intrappolare il moscone nero, ci concentriamo stavolta sulla recita di Iago. Semplicemente, come fosse capace di replicarsi, dalle prove alla messa in scena, destinato, condannato, al piacere di un inganno. Un modo altro di essere l'autore in scena, il burattinaio di tutta la tragedia e anche il suo primo spettatore. In un teatro apparentemente disarmato.
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