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Ieri sera un altro viaggio per mare di notte si è compiuto, e così la primavera si è portata via una stagione di intenso lavoro.
Abbiamo ricevuto una lettera sullo spettacolo e per la prima volta abbiamo deciso di renderla pubblica.
Ciao a voi, al solito ho piacere nello scrivervi due righe, e spero in qualche modo possa fare piacere anche a voi.. Questa volta, per il vostro Nekyia, però non si tratta del solito, semplice e sentito grazie per un'esperienza shockante ed intensa. Qui si tratta dell'opera che personalmente ritengo migliore fra quante ho avuto la fortuna di assistere.. comprendendo nomi come Fura dels Baus, Albertazzi, Societas Raffaello Sanzio, Nekrosius. Superiore, credo, persino agli spettacoli visti in video di Kantor e di Carmelo Bene, e debbo dirlo in qualche modo a malincuore dato che questi ultimi restano le mie passioni.
Non posso però fare a meno di ammettere che il vostro spettacolo è stato clamoroso, dilaniante, pacificatore, conturbante, disumano. Ne resto ancora profondamente toccato e scosso, ne resto ancora timoroso e al contempo vitalmente legato. un viaggio iniziatico lungo il grand chemin, lungo il cammino dei morti, a metà fra il rituale pagano e i fantasmi che si animano dalle foto in Kantor, capace di visioni ataviche simili all'ultimo Lynch, immagini che sembrano non più trasmesse ma risvegliate piuttosto da un luogo remoto della stessa mente di noi spettatori, disseppellite dalla tomba semicoperta della memoria collettiva.
E qui la scena che subito mi balza alla mente è quella dei flash prima dell'uscita dall'inferno, il richiamo all'abu graib per intenderci che a me ha evocato l'immagine di una morte fatta trofeo in modo tremendamente macabro. Una scena agghiacciante, dal fatto di cronaca reso veramente come una discesa nell'inferno dell'animo umano, qualcosa alla cui vista(e alla cui realtà) davvero bisogna tremare.
Per quanto abbia apprezzato moltissimo ciò a cui ho assistito della vostra Tetralogia, in confronto al Nekyia essa ne è solo una scheggia, e paradossalmente ho la convinzione che, pur nel suo percorso per singolo individuo, mantenga molta più distanza di quanto non faccia questo viaggio viscerale.
La resa del cimitero nell'anticamera del paradiso e i suoi riti quasi voodoo, quasi elementali, la tavolata dispersa in mezzo al nulla, il rito del passaggio e di affermazione vitale, lo strano connubio fra ancestrale antico contemporaneo e postmoderno, il senso di pace fisica del paradiso così come l'angoscia e la necrofilia dell'inferno e l'inconscio senso di comunione del purgatorio, la commovente scena sulla musica di "jesus blood never failed me yet" col viso carezzato per poi essere brutalmente soffocato dal velo-terra,l'agghiacciante figura altissima che galoppa in penombra e il carillon e le scene del manicomio... veramente non ho parole per descriverli... posso solo tentare di definire la mia soggezione nei confronti di essi come la soggezione nei confronti di una vera e propria "metafisica bassa" (mutuando umilmente il termine di kantor), l'attraversamento da una sponda all'altra di un fiume.
Stavolta davvero non vale la pena fare complimenti a tutti voi, perchè non basterebbero, ne ringraziamenti. Quest'opera vive per conto suo, tremenda e magnifica. Credo nessuno mai potrebbe esserne indifferente.
Martino
Ora ci rimettiamo all'opera senza soluzione di continuità e pieni di entusiasmo. Quest'estate Antigone sarà la protagonista assoluta del nostro lavoro.
Ci aspettano infatti alcune date importanti:
il 18 luglio saremo al MITTELFEST e apriremo col nostro spettacolo la giornata inaugurale del festival friulano;
subito dopo ci aspetta VOLTERRATEATRO
e infine saremo al TAU di Urbisaglia, nella spendida ambientazione dell'anfiteatro dove anni fa mettemmo in scena tutta la Teatralogia dello spettatore.
Presenteremo Antigone anche a Rovigo il 10 luglio, prima di partire per questo breve tour estivo.
Allora speriamo di incontrarvi presto, al più presto in ANTIGONE !!!!
Rovigo, 22 giugno 2009
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